Non sono arrivata al lavoro con il corpo perché avevo un piano chiaro.
Ci sono arrivata perché, ogni volta che cercavo di ignorarlo,
il corpo mi riportava lì.
Per molto tempo ho cercato di essere funzionale, adattabile, “brava”.
Poi qualcosa ha iniziato a incrinarsi: il corpo parlava più forte della testa.
Attraverso il piacere e la stanchezza, la tensione e la gioia, il desiderio e la vergogna.
Ho capito che finché non avessi imparato ad ascoltarlo davvero, niente nella mia vita avrebbe trovato stabilità.
Da lì è iniziato un percorso che mi ha portata attraverso innumerevoli esperienze e spazi di ricerca dove il corpo non era più un oggetto da controllare, ma un luogo da abitare.
In quel cammino ho imparato alcune cose essenziali:
che la sensualità non è una performance,
che il piacere non è un eccesso,
che il corpo è un linguaggio affidabile.E soprattutto, che l’autenticità che scaturisce dal permettersi di essere è il segreto per vivere bene.

Come è nato il mio lavoro
Daphne Rara non è un personaggio.
È il nome che ho dato a una pratica: vivere e lavorare a partire da ciò che è vero nel corpo.
A un certo punto è diventato chiaro:
le persone non hanno bisogno di modelli perfetti o risposte preconfezionate.
Hanno bisogno di spazi dove poter sentire, sperimentare, scegliere.Così ho iniziato a creare quegli spazi.
Prima in piccoli workshop, poi in cerchi più strutturati, poi in esperienze immersive e rituali.
Il mio lavoro integra ciò che mi ha trasformata nel tempo:
- il movimento come strumento di presenza
- la danza come pratica di libertà
- il respiro come porta di accesso
- il neotantra come ascolto e relazione
- il somatic bodywork come cura
- il conscious kink come esplorazione consapevole del potere
- l’arte come linguaggio simbolico
- il piacere come bussola, non come obiettivo
Formazione e percorso professionale
Il mio lavoro è profondamente esperienziale, ma non improvvisato.
Alla base della mia pratica c’è una formazione solida, multidisciplinare e in continua evoluzione. Ho una laurea in Relazioni Internazionali presso l’Université de Genève, un percorso che mi ha fornito strumenti di analisi sistemica, lettura delle dinamiche di potere, consapevolezza culturale e capacità di lavorare in contesti complessi e interculturali.
Successivamente mi sono formata in circo sociale e pedagogico, un’esperienza fondamentale che mi ha dato competenze concrete come facilitatrice professionista: conduzione di gruppi, creazione di spazi sicuri, metodo di apprendimento esperienziale, lavoro con il corpo come strumento educativo, attenzione alle dinamiche emotive e relazionali.
Il mio percorso corporeo e somatico include:
- 200h Yoga Teacher Training con One Yoga Thailand
- Formazione come Sensual Arts Facilitator presso la Sensual Artistry School di Luna Agneya
- Training presso la School of Erotic Mysteries di Seani Love
Queste formazioni hanno plasmato il mio modo di lavorare con il corpo, l’energia erotica, il respiro, il consenso e la ritualità. Integro approcci somatici, pratiche di movimento, sessualità consapevole ed esplorazione simbolica in modo trauma-aware, etico e radicato. Continuo a formarmi, a supervisionare il mio lavoro e a intrecciare studio e pratica.
Per me, la formazione non è un titolo da esibire, ma una responsabilità verso le persone che accompagno.


Cosa faccio oggi
Oggi accompagno persone e gruppi in percorsi che favoriscono:
- una relazione più autentica con il corpo
- l’uscita dalla compiacenza e dall’adattamento automatico
- confini più chiari e abitabili
- un contatto più libero con la propria energia erotica
- scelte più allineate a ciò che si sente, non solo a ciò che si pensa
Conduco workshop, rituali, esperienze sensoriali, sessioni individuali e percorsi formativi per facilitatorə.
Uno dei progetti che incarna maggiormente questa visione è MIAO – Il Tempio dei Sensi: uno spazio di ricerca dove erotismo, relazione e presenza possono essere esplorati senza maschere.
Perché questo lavoro
Perché so cosa significa vivere scollegatə dal proprio corpo.
So cosa vuol dire cercare approvazione invece che verità.
So cosa vuol dire dire sì mentre dentro qualcosa si chiude.
E so anche quanto può essere trasformativo tornare a sentire, scegliere, abitarsi.
La mia missione
Il filo rosso del mio lavoro è l’autenticità.
Accompagnare le persone a riconoscere ciò che è vero per loro — nel corpo, nelle relazioni, nel desiderio — e a dare a quella verità spazio, voce e forma.
Non per diventare qualcun altrə.
Ma per tornare a sé.
Questa è la mia pratica.
Questo è il mio lavoro.
Questo è l’invito. Sono Daphne Rara,
e se risuona, camminiamo un tratto insieme.




